Ultima modifica: 7 gennaio 2017

Organi di indirizzo politico-amministrativo

Organi d’indirizzo politico-amministrativo

Premessa

Si tratta di una materia complessa ed in evoluzione rispetto alla quale il decisore politico ha riconosciuto l’opportunità di una ricompilazione organica nell’ottica della semplificazione. In occasione dell’audizione al Senato sulle sulle linee programmatiche del suo dicastero, il 1° aprile 2014, l” ex ministro Stefania Giannini  ha dichiarato: “Di strumenti snelli e di semplificazione ritengo che ci sia bisogno ovunque… A titolo di … esempio, cito la normativa scolastica nel suo complesso: l’ultimo testo unico, come sapete, risale al 1994; ormai sono passati vent’anni e da allora il corpus giuridico scolastico si è sedimentato in una sorta di geomorfologia inarrestabile, tanto che talvolta, per individuare una norma e la sua possibile applicazione, è necessaria un’esegesi testuale che impegna l’ufficio legislativo del MIUR per settimane. Anche solo sul piano interpretativo, questo diventa un ostacolo alla velocità. Per questo motivo oggi mi impegno a lavorare – c’è però bisogno, doverosamente, anche del contributo del Parlamento, in particolare delle Commissioni cultura di Camera e Senato – all’elaborazione di un nuovo testo unico che semplifichi le regole, elimini le contraddizioni e riduca anche i numerosi errori commessi negli anni per ragioni di sedimentazione e non risoluzione della stratificazione all’origine. Ritengo anche che sarebbe un errore di visione e di prospettiva se ci limitassimo a una esegesi testuale delle leggi e dei regolamenti, sia pure con l’intento molto nobile di semplificarne l’architettura e di migliorarne l’efficacia”.

In sintesi

1.fatta salva la competenza esclusiva dello Stato e  del Governo (M.I.U.R.) sulle “n) norme generali sull’istruzione” e sugli “gli obiettivi generali del processo formativo” la normativa individua, a livello  dell’ autonomia scolastica (funzionale), nel Dirigente scolastico ed nel Consiglio d’Istituto gli organi con capacità d’indirizzo politico-amministrativo/didattico-gestionale.


2. La legge n. 59/97, il D.Lgs. n. 59/98, il  DPR n. 275/99 ed il  D.Lgs. n. 165/01 novellato dal D.Lgs. 150/2009 attribuiscono al Dirigente scolastico le seguenti competenze:

  • gestione unitaria della scuola;

  • rappresentanza legale dell’ Istituzione scolastica;

  • gestione delle risorse finanziarie, umane e strumentali;

  • direzione ed il coordinamento e valorizzazione delle risorse umane;

  • organizzazione delle attività scolastiche secondo criteri di efficienza e di efficacia formative;

  • titolarità delle relazioni sindacali;

  • promozione di interventi per assicurare la qualità dei processi formativi;

  • collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio, per l’esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica, per l’esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e per l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni.

La Legge n. 107/2015, art. co. 1 esplicita l’intenzione di dare “piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di  cui  all’articolo  21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive  modificazioni,  anche in relazione alla dotazione finanziaria” ed ha espanso le competenze ed i compiti, sopra descritti, come indicato sinteticamente nel co. 78:

il dirigente scolastico, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio, garantisce un’efficace ed efficiente gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali, nonche’ gli elementi  comuni del sistema scolastico pubblico, assicurandone il buon andamento. A tale scopo, svolge compiti di direzione, gestione, organizzazione e coordinamento ed e’ responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio secondo quanto previsto dall’articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ della valorizzazione delle risorse umane.”

Le novità più rilevanti sono introdotte dai commi 14, 79, 80 e 127 :

  • il co. 14, punto 4. riscrive l’art. 3 del D.P.R. 275/1999 e prevede che “il piano [ P.T.O.F. n.d.r.] e’ elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attivita’ della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico. Il piano e’ approvato dal consiglio d’istituto”.

  • I commi 79 e 80 prevedono che  siano i Dirigenti scolastici a coprire i posti dell’organico dell’autonomia, prioritariamente posti comuni e di sostegno, proponendo incarichi triennali ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento.

  • Il co. 127 attribuisce, infine, al Dirigente scolastico il compito di valorizzare il merito dei docenti di ruolo tramite l’assegnazione di una somma di denaro (“bonus”), retribuita col fondo previsto dal co. 126. I criteri per l’ attribuzione del “bonus”sono deliberati dal Comitato di valutazione composto dal Dirigente Scoalstico, da due genitori, due docenti e da un componente esterno nominato dall’ U.S.R.  (co. 129).

3. Il D.Lgs. 297/1994, art. 10 e il D.I. 44/2001, art. 33 attribuiscono al Consiglio d’Istituto le seguenti capacità riconducibili al potere di indirizzo politico-amministrativo sull’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola: 1 :

a. elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento.

b. fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei consigli di intersezione, di interclasse, e di classe, ha potere deliberante nelle seguenti materie:

  • criteri generali per la programmazione educativa e le forme di autofinanziamento;

  • criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo alle visite guidate e ai viaggi di istruzione;

  • criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali e al coordinamento organizzativo dei consigli di intersezione, di interclasse o di classe;

  • partecipazione del circolo o dell’istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo

  • Istituzione o compartecipazione a borse di studio;

  • adesione a reti di scuole e consorzi.


1 Il Consiglio di Stato ha chiarito che le competenze di cui all’ art. 10 del D.Lgs. 297/1994 – anteriori al regime dell’autonomia scolastica –  devono essere rivalutate alla luce della normativa introdotta dalla L. 59/1997, art. 21 e dalla L. 107/2015., quindirisolt[e] sul piano interpretativo considerando prevalente la nuova normativa ex art. 15 disp. PreI. Cod. Civ.”, con la conseguenza che “risultano superate ex lege le competenze” di quegli organi collegiali, che invadano le nuove attribuzioni della dirigenza, ferme restando dunque solo quelle inerenti agli altri aspetti dell’organizzazione e gestione dell’attività didattica.”.Cfr. Consiglio di Stato – Adunanza della Sezione II del 26 luglio 2000 – N. Sezione 1021/2000 – Ministero della Pubblica Istruzione, Richiesta di parere sulla permanenza, nel contesto dell’autonomia scolastica e dell’assetto della dirigenza scolastica delle norme di cui all’art. 7, comma 2, lettera h, art. 396, comma 5 e art. 459, comma 1 del decreto legislativo n. 297 del 16/4/1994: “D’altra parte, le conclusioni cui si è innanzi pervenuti trovano uno specifico referente nel parere di questa stessa Sezione n. 1603/99 del 27/10/1999, emesso su analogo quesito dello stesso Ministero P.I. in merito alla permanenza delle competenze che l’art. 10 del ricordato T.U. n. 297 del 1994 affida al consiglio di circolo o d’istituto, nonché alla Giunta esecutiva in materia di provvedimenti contabili e di gestione (lett. b): acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici, compresi quelli audio-televisivi e le dotazioni librarie, e acquisto dei materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni, comma 10; la Giunta esecutiva predispone il bilancio preventivo e il conto consuntivo; ecc. In quel parere si è stabilito, in coerenza con le esposte considerazioni, che “il problema del coordinamento tra l’art. 10 citato e l’art. 25/bis del decreto n. 29 è risolto sul piano interpretativo considerando prevalente la nuova normativa ex art. 15 disp. PreI. Cod. Civ.”, con la conseguenza che “risultano superate ex lege le competenze” di quegli organi collegiali, che invadano le nuove attribuzioni della dirigenza, ferme restando dunque solo quelle inerenti agli altri aspetti dell’organizzazione e gestione dell’attività didattica”.


Provvedimenti degli organi di indirizzo politico

I provvedimenti del Consiglio d’Istituto sono visibili nella sezione “Consiglio d’Istituto – Delibere“.


Retribuzioni e curricola vitae per incarichi politici

La partecipazione al Consiglio d’Istituto è elettiva, ma priva di qualsiasi retribuzione. Non è prevista la presentazione di alcun curriculum per essere eleggibili, né da parte della componente docenti, né per i genitori degli alunni che svolgono il compito di rappresentanza delle famiglie.